Superbonus al 110 per cento: la grande occasione o il grande bluff?

Superbonus al 110 per cento: la grande occasione o il grande bluff?

La misura emanata dal 'Governo Conte' attraverso il Decreto Rilancio fa discutere, e non poco, sia la poltica che gli addetti ai lavori. In questo articolo, proviamo a capire se "fu vera gloria".

Superbonus sì, superbonus no, superbonus forse. La misura annunciata dal governo Conte all'indomani dell'agognata fine del "lockdown", è stata al centro del dibattito parlamentare, e non solo, in questi "afosi" mesi estivi. C'è chi ha iniziato a sognare di ristrutturare casa gratis, altri ancor più ottimisti hanno assaporato finanche l'occasione di riqualificare il proprio condominio - composto magari da quaranta condomini - dopo anni e anni di assemblee andate a vuoto. E invece, niente di tutto questo. O almeno così pare.

Tra proclami e promesse, tra illazioni e fughe di notizie, la dialettica politica, spesso aspra e contraddittoria, ha contribuito ad alimentare una cortina fumosa intorno a questa misura governativa talmente densa da destabilizzare non solo i comuni cittadini - speranzosi di vincere un terno al lotto -  ma anche l'intero comparto edilizio, paralizzato in un limbo per tutta l'estate in attesa di chiarimenti da parte dello Stato. Quando poi il fumo è iniziato faticosamente a diradarsi "grazie" alla pubblicazione delle linee guida rilasciate dall'Agenzie delle Entrate e dal Mise, si sono poi spalancate le porte della burocrazia. Al di là della propaganda quasi sempre "facilona", è apparso fin da subito evidente che lacci, laccetti, lacciuoli e cavilli più o meno subdoli siano anche questa volta - ahinoi - una triste costante anche del Superbonus; infatti, nonostante la propaganda annunciasse una snellezza maggiore nelle modalità d'accesso, gli adempimenti per potervi accedere sono molti, per non dire troppi.

Senza volerla portare troppo per le lunghe, tra comunicazioni, visti di conformità catastali/urbanistiche, asseverazioni e documenti necessari per poter usufruire della cessione del credito sono una matassa di scartoffie insormontabile. Necessario dunque sarà il supporto di una "legione di professionisti" chiamati a riconvertire le proprie mansioni e competenze per barcamenarsi in questo "Mare Magnum" burocratico che potrebbe compromettere l'accesso alle agevolazioni fiscali. Formalità e lungaggini che già così dette esprimono un'osticità notevole, eppure non finisce qui. Nonostante la percezione generale, sia tra gli addetti ai lavori che tra i comuni cittadini, nel considerare operativo il nuovo Superbonus 110% sia consolidata, c'è da tenere ben in conto che il Decreto Asseverazioni e il Decreto Requisiti minimi Ecobonus sono tutto meno che in vigore, in primis perché al vaglio della Corte dei Conti e in secundis perché in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Dunque, prima di fare voli pindarici immaginando già la vostra casa linda e pinta, ben isolata termicamente grazie al nuovo cappotto termico e ai nuovi infissi, beh... c'è da attendere e non si sa ancora per quanto. Insomma, la sensazione di essere al cospetto dell'ennesimo guazzabuglio all'italiana diventa, giorno dopo giorno, sempre più forte, vuoi anche per un patrimonio immobiliare italiano - tra abusi edilizi e difformità più o meno importanti -  unico quanto "sui generis". Tuttavia, si insinua anche il dubbio che lo Stato stesso, con questa manovra, voglia celare la sua ambiguità: se da un lato pare voglia almeno formalmente incentivare la ripresa economica, dall'altro sembra intenzionato a far cassa facendo emergere - con l'incentivo della ristrutturazione "a gratis" - il numero inusitato di difformità urbanistiche e catastali presenti nel territorio nazionale. 

Premesse e impressioni, queste, che non depongono - ahinoi - a favore della tanta agognata ripartenza post Covid dell'Italia con un "nuovo approccio" economico basato sulla sostenibilità ambientale, o parlando in politichese, della "svolta storica" per l'edilizia, quest'ultimo volano economico tra i più danneggiati dalla crisi finanziaria del 2008 e oggi ancor di più a rischio per via di un clima socio-sanitario tutt'altro che favorevole ad una ripresa del motore Italia.

In conslusione, il Superbonus "fu vera gloria" di un governo illuminato e lungimirante, oppure è "il grande bluff" messo in piedi da un'armata Brancaleone? 

Al 2021 l'ardua sentenza.

 

Tullio Trezza

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