Come ottimizzare lo spazio con soppalchi multifunzione

Un modo per sfruttare l’altezza dei soffitti e recuperare spazio che aggiunga centimetri preziosi alla vostra casa

Quando si ristruttura casa, o più in generale come capita in questi mesi, quando si ripensa la dimensione abitativa, occorre sfruttare al massimo tutto lo spazio a disposizione per realizzare piccoli angoli da adibire ad una potenziale zona notte, zona studio o ufficio oppure semplicemente ad una cabina armadio. Il soppalco potrebbe rappresentare una soluzione ottimale da questo punto di vista, ideale per chi possiede un appartamento che si sviluppa su un piano con soffitti molto alti. I palazzi storici si prestano in genere a questo tipo di soluzione, utile non solo per aumentare lo spazio vivibile ma anche il valore dell’immobile.

Le norme per costruire un soppalco

Prima di iniziare il progetto per la realizzazione del soppalco bisogna verificare se sussistono le condizioni reali di fattibilità. Successivamente, il progetto va presentato all’Ufficio Tecnico del proprio Comune di residenza da parte di un professionista del settore che sia un ingegnere, un architetto o un geometra. A lavori ultimati è necessario presentare documentazione all’Ufficio del Catasto, per l’aumento della superficie calpestabile e quindi della metratura.

  • È convenzione ipotizzare in 450 cm l’altezza minima per inserire un soppalco praticabile (abitabile). Ma tale valore va considerato “un’indicazione di massima“, poiché c’è una serie di norme da rispettare.
  • I singoli Comuni, infatti, possono redigere un proprio Regolamento edilizio sulla base di quello “tipo” predisposto dalla Regione di riferimento il quale, a sua volta, fa capo a una disposizione nazionale unica che è il DM del 5 luglio 1975. Oppure possono scegliere di adottare quello Regionale.
  • Questo significa che esistono differenze a livello nazionale, da Comune a Comune, oltre che da Regione a Regione, in particolare in merito alle altezze minime necessarie sopra e sotto il soppalco, affinché gli spazi siano abitabili.
  • Laddove non esistano indicazioni, resta valido il DM del 1975 che fissa a 270 cm l’altezza per gli spazi abitabili e a 240 cm quella per i vani di servizio (come bagno e corridoio).

La luce e il ricambio d’aria nei soppalchi devono essere garantiti mediante l’installazione di finestre o di un adeguato sistema di aerazione. Anche in questo caso è indispensabile rivolgersi all’Ufficio Edilizia del proprio Comune per conoscere con precisione i criteri di aerazione e illuminazione da rispettare.

I materiali da impiegare

A seconda del materiale che si sceglie per resistenza, tempi di realizzazione ed estetica si distinguono diverse tipologie di soppalco. Prescindendo dal materiale impiegato, la struttura deve avere una resistenza ai carichi non inferiore ai 200-250 chili per metro quadrato. Solitamente tre sono i materiali impiegati: muratura, legno e metallo. Il soppalco in muratura, molto stabile e resistente, è quello che richiede maggiori tempi di realizzazione e molto spesso necessita di interventi strutturali. Il soppalco in legno, invece, è molto più veloce e semplice da realizzare, offre una resa estetica decisamente piacevole, ma va adeguatamente dimensionato, in quanto meno stabile di quello in muratura. Alternativa molto gettonata al legno è il soppalco in ferro o acciaio, struttura che garantisce elevata resistenza e versatilità, oltre alla possibilità di abbinamento con materiali diversi per la pavimentazione. Per combinare estetica e praticità si potrebbe optare per un soppalco rivestito in effetto legno con struttura portante in ferro. 

Consigli

Prima di iniziare la progettazione affidatevi ad un esperto e state alla larga dalle soluzioni "fai da te" a prezzi eccessivamente contenuti. 

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