Masuccio Salernitano

Oggi ricordiamo Masuccio Salernitano, novellista e scrittore del xv secolo

Masuccio Salernitano è l'appellativo con cui è noto il novelliere Tommaso Guardati ricordato esclusivamente come autore del Novellino, una raccolta di cinquanta racconti satirici e grotteschi, pubblicata postuma nel 1476. Alla sua memoria è dedicato l'omonimo porto turistico di Salerno.  

Vita 

Tommaso Guardati detto Masuccio Salernitano o da Salerno nacque intorno all’anno 1410, probabilmente a Sorrento, ma giovanissimo si trasferì con la famiglia a Salerno che diventò la sua città. Qui si dedicò ai suoi primi studi che però lasciò poco dopo per intraprendere la carriera di funzionario pubblico. Si trasferì a Napoli presso la corte di Alfonso d'Aragona dove ebbe modo di frequentare l'ambiente umanista ed ebbe l’opportunità di ammirare la straordinaria fioritura umanistica della corte aragonese e di conoscerne i protagonisti. Sempre a Napoli iniziò, intorno al 1450, la sua attività di novellista e compose parte del suo Novellino. Dopo il 1463, rientrò a Salerno per come segretario del principe Roberto Sanseverino. Negli ultimi anni di vita si dedicò alla sistemazione del Novellino, l’unica sua opera letteraria pervenutaci ma il lavoro venne interrotto dalla morte, sopraggiunta nel 1475. Il testo del Novellino, di carattere fortemente anticlericale, figura nel primo Indice dei libri proibiti promulgato dalla Santa Congregazione dell'Inquisizione romana insieme, tra gli altri, al Decameron di Boccaccio e al De Monarchia di Dante Alighieri. 

La storia di Mariotto e Ganozza che ispirò Romeo e Giulietta

Salerno viene descritta dal novelliere come "città di medici e di mercanti" prevalentemente borghese. Una delle sue novelle, Mariotto e Ganozza (novella XXXIII), pare abbia ispirato indirettamente Romeo e Giulietta di Shakespeare. La storia è ambientata a Siena: Mariotto e Ganozza sono due amanti che, travolti dalla passione, decidono di sposarsi in gran segreto. A causa di un litigio tra Mariotto e un altro cittadino senese che si concluse con la morte di quest'ultimo, Mariotto fu costretto a fuggire ad Alessandria d'Egitto per evitare la condanna alla forca. Ganozza, allora, decide di fingersi morta e si traveste da frate per tentare di raggiungere l’amato. Mariotto, informato della morte di Ganozza, decide di tornare a Siena, rischiando di essere arrestato, pur di rivedere un’ultima volta la sua amata sposa. Giunta ad Alessandria, Ganozza viene a sapere della partenza di Mariotto e si rimette subito in viaggio nella speranza di fermarlo ma non farà in tempo. Rientrata a Siena, Ganozza scoprì che Mariotto era stato giustiziato tre giorni prima e non potendo vivere senza di lui decise di rinchiudersi in un convento dove morì anch'ella distrutta dal dolore. 

"Mariotto senese, innamorato di Ganozza, como ad omicida se fugge in Alessandria; Ganozza se funge morta, e da sepultura tolta, va a trovare l’amante; dal quale sentita la soa morte, per morire anco lui, retorna a Siena, e cognosciuto, è preso e tagliatogli la testa; la donna nol trova in Alessandria, retorna a Siena e trova l’amante decollato, e lei sopra ‘l suo corpo per dolore se more"

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