Nel settore immobiliare le donazioni sono strumenti diffusi, ma non sempre irrevocabili. Scopriamo in quali circostanze un atto di donazione può essere annullato e cosa comporta per le parti coinvolte.
La donazione è un contratto con cui una persona, per spirito di liberalità, trasferisce gratuitamente un proprio bene o un diritto a un’altra. È un atto formale e solenne, spesso utilizzato per trasferire immobili a figli o familiari. Tuttavia, non sempre la donazione rimane valida nel tempo: la legge italiana prevede casi specifici in cui può essere annullata. L’annullamento, a differenza della revoca, riguarda le situazioni in cui l’atto è viziato fin dall’origine, cioè quando ci sono errori, motivi illeciti o difetti nella capacità di una delle parti.
L’annullamento può essere richiesto solo in casi ben determinati dal Codice Civile. Tra i principali troviamo:
Errore sul motivo della donazione
Si verifica quando il donante agisce spinto da un motivo che poi risulta falso o inesistente, e tale motivo era l’unico che lo aveva indotto a compiere l’atto.
Esempio: una persona dona un immobile credendo che il beneficiario avrebbe sposato un suo parente o si sarebbe preso cura di lui, ma ciò non accade.
Motivo illecito
La donazione è nulla se si basa su un motivo contrario alla legge, all’ordine pubblico o al buon costume.
Esempio: un bene donato per ottenere un vantaggio illecito o per favorire un comportamento vietato dalla legge.
Incapacità del donante
Se al momento dell’atto il donante non aveva piena capacità di intendere e di volere, la donazione può essere annullata. Anche in questo caso serve una valutazione giuridica e medica che dimostri lo stato d’incapacità.
Vizi di forma
La donazione deve essere stipulata per atto pubblico davanti a un notaio e alla presenza di due testimoni. Se mancano questi requisiti formali, l’atto è nullo.
Quando una donazione viene annullata, l’effetto è retroattivo: si considera come se non fosse mai esistita. Ciò significa che:
il bene donato torna nella disponibilità del donante;
il donatario deve restituirlo, oppure restituire il suo valore se il bene non è più disponibile;
eventuali atti successivi (come la vendita dell’immobile donato) possono essere contestati, con conseguenze anche per gli acquirenti in buona fede.
Per questo, chi acquista un immobile proveniente da donazione deve sempre verificare l’assenza di possibili azioni di annullamento o revoca che potrebbero compromettere la validità del titolo.