Bonus casa e cessioni del credito: gli aggiornamenti

L’approfondimento realizzato da Fiaip dedicato ai bonus casa

Lo scorso febbraio il Governo ha vietato l’esercizio delle opzioni di cessione del credito d’imposta e di sconto in fattura dei bonus casa. Evita la stretta solo chi ha già avviato gli interventi edilizi agevolati prima dell’entrata in vigore delle nuove norme, cioè entro il 16 febbraio compreso. Il divieto di cessione e sconto in fattura riguarda il superbonus e tutti gli altri bonus casa ordinari cedibili (in pratica, quelli elencati dal comma 2 dell’articolo 121 del Dl 34/2020):

 • bonus ristrutturazioni del 50% su una spesa fino a 96mila euro (per i lavori indicati alle lettere a), b) e d) dell’articolo 16-bis del Tuir, cioè gli interventi edilizi e la costruzione o l’acquisto del box auto pertinenziale);

 • ecobonus del 50-65% per miglioramento energetico, anche nelle versioni potenziate al 70-75% nei condomìni e nella versione dell’eco-sismabonus dell’80-85%;

• sismabonus ordinario, in tutte le sue declinazioni (dal 50% fino all’85%);

• bonus facciate del 90%, per le spese 2020 e 2021, o del 60%, per quelle del 2022 (ricordiamo che questa detrazione non è stata rinnovata nel 2023, ma – senza il blocco – sarebbe stato ancora possibile cedere i crediti riferiti alle spese degli anni scorsi);

• detrazione per l’installazione degli impianti fotovoltaici;

 • detrazione per l’installazione delle colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici (anch’essa scaduta, ma teoricamente ancora cedibile);

• bonus del 75% per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Quali bonus ordinari restano cedibili

 Anche per i bonus ordinari diversi dal superbonus, in certi casi, è ancora possibile fare la cessione del credito o lo sconto in fattura. È necessario, però, che entro il 16 febbraio:

• sia stata presentata la richiesta del titolo abilitativo, per gli interventi edilizi che lo richiedono (ad esempio, la Cila per la ristrutturazione di un appartamento);

• siano già iniziati i lavori, per le opere che ricadono nell’attività edilizia libera e non richiedono la presentazione di un titolo abilitativo (ad esempio, la sostituzione delle finestre o il cambio della caldaia);

 • sia stato registrato il contratto preliminare d’acquisto o sia stato stipulato il rogito per le agevolazioni concesse a chi compra una casa ristrutturata: il 50% sull’acquisto di un’abitazione in un edificio integralmente ristrutturato da un’impresa; oppure il sismabonus acquisti del 75% o 85% sulle case demolite e ricostruite da imprese in chiave antisismica.

Nulla cambia per mobili e giardini

Il bonus mobili (50% su una spesa massima di 8mila euro) e il bonus giardini (36% su 5mila euro) non sono mai stati utilizzabili tramite cessione del credito e sconto in fattura. Per loro, quindi, non cambia nulla: sono confermati fino alla fine del 2024 e continueranno a poter essere recuperati in dieci rate annuali in dichiarazione dei redditi.

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