Scomparsa progressiva del Superbonus incompatibile con obiettivi UE

L'Ance rivela che oltre 9 milioni di edifici residenziali italiani non rispettano le performance energetiche richieste

Ancora novità per il mercato immobiliare e il mercato delle ristrutturazioni: dopo la corsa ai bonus edilizi che ha comportato una crescita del settore delle costruzioni ma anche un incremento dei prezzi dei materiali e difficoltà di trovare imprese entro le scadenze previste, arriva la Direttiva europea sulle “case green”. L’Italia rischia di non raggiungere gli obiettivi previsti dall’Unione europea in termini di efficientamento energetico degli immobili considerata la virata del nuovo Governo in materia di bonus casa. L’abbandono progressivo del Superbonus costituisce da questo punto di vista una manovra decisamente in controtendenza: il parco immobiliare italiano appare ancora ben lontano dagli standard richiesti agli Stati Membri.

Direttiva UE

La direttiva sulle “case green” è un pacchetto di norme proposto dall’Unione Europea finalizzato a promuovere la ristrutturazione degli edifici esistenti e la costruzione di nuovi edifici ad alta efficienza energetica. L’obiettivo della direttiva è quello di stimolare le ristrutturazioni di edifici privati e pubblici in tutta Europa, al fine di ridurre i consumi energetici e le emissioni di CO2 del parco immobiliare dei 27 Stati membri. Entro il primo gennaio 2030 tutti gli immobili residenziali dovranno rientrare nella classe energetica E. Tre anni più tardi sarà obbligatorio passare alla classe D.

Le prestazioni energetiche degli immobili italiani

Stando ai dati Ance (Associazione nazionale costruttori edili) oltre 9 milioni di edifici residenziali, su 12,2 milioni, non rispettano le performance energetiche richieste; inoltre, il 74% dei nostri immobili è stato realizzato prima dell’entrata in vigore della normativa completa sul risparmio energetico e sulla sicurezza sismica, determinando così una grossa perdita di valore della maggioranza degli immobili italiani. In base agli ultimi dati Enea pubblicati lo scorso novembre, gli attestati di prestazione energetica per gli edifici italiani emessi nel 2021 si riferiscono per lo più (il 76%) ad immobili nelle classi più inquinanti, ossia classe E F G: più di 2 case su 3 dovrebbero essere ristrutturate.

Il cappotto termico tra gli interventi più efficaci

Stando a quanto si legge su Il Sole 24 Ore, a dominare, in termini di quantità degli interventi, sono stati i lavori di rifacimento dell’involucro: il 26% degli investimenti ha riguardato le pareti verticali (il cosiddetto cappotto termico), il 18% la sostituzione degli infissi e l’8% la coibentazione di soffitti e tetti. Subito dietro c’è il fotovoltaico (un altro 8%) con i sistemi di accumulo (7,5% circa). Proprio il cappotto termico e, in generale, tutti i lavori sull’involucro, così importanti per l’efficienza energetica degli edifici, rischiano di diventare parecchio più marginali nella nuova mappa delle agevolazioni disegnata dal Governo. Al momento, infatti, a partire dal 2024 il superbonus avrà la percentuale meno vantaggiosa del 70%, molto simile all’attuale livello dell’ecobonus per lavori pesanti (70-75%).

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